Jean Royère, nato nel 1902, è stato un designer francese di mobili e interni.
Iniziò la sua vita professionale nel commercio internazionale, ma all'età di 29 anni decise di cambiare radicalmente rotta e dedicarsi al design d'interni e all'arredamento, imparando da autodidatta.
A partire dagli anni '40 e '50, quando il suo stile fiorì e ottenne un grande riconoscimento internazionale.
Sperimentò con una vasta gamma di materiali, tra cui legni pregiati (come noce, acero), metalli (ottone, bronzo, ferro battuto), lacche, vimini, rattan, velluto, lana bouclé e pelli. Amava combinare texture e finiture.
Lavorò per una clientela internazionale d'élite: la Famiglia Reale dell'Iran (decorando il Palazzo Estivo), il re Faruq d'Egitto, il re Hussein di Giordania e numerose personalità dell'alta società e del mondo dell'arte. Aprì anche filiali in Medio Oriente e Sud America.
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Stile anni '50
I mobili degli anni '50 riflettevano l'epoca, caratterizzata da innovazione e funzionalità.
Il design scandinavo, con la sua enfasi sul legno chiaro e sulle forme organiche, ebbe un grande impatto.
In Italia, Gio Ponti si distinse come uno dei designer più influenti del tempo, noto per la sua versatilità e creatività. Il design di mobili italiano degli anni '50 si contraddistinse per creatività, innovazione e qualità artigianale.
Nel campo dell'illuminazione spicca Poul Henningsen, il designer danese che creò le famose lampade PH.
Tra i pezzi iconici, ci sono la sedia Eames dei designer americani Charles e Ray Eames e la poltrona Barcelona dell'architetto e designer tedesco Ludwig Mies van der Rohe, in collaborazione con Lilly Reich.
In conclusione, gli anni '50 furono un'espressione della modernità.